Uno studio fondamentale pubblicato su Lancet Infectious Diseases rivela l'evoluzione globale dell'HIV-1 (1990-2024)

HIV

Epidemiologia molecolare globale e regionale dell'HIV-1 nel periodo 1990-2024: revisione sistematica, indagine globale e analisi della prevalenza.

Introduzione

Uno studio recente pubblicato inLa rivista Lancet sulle malattie infettive(2026) fornisce l'analisi globale più completa dell'epidemiologia molecolare dell'HIV-1 fino ad oggi, integrando i dati di una revisione sistematica e un'indagine di sorveglianza molecolare a livello mondiale.

Combinando set di dati precedentemente disponibili (1990–2021) con dati di sequenza raccolti di recente, lo studio ha incorporato più di1,39 milioni di registrazioni di genotipizzazione dell'HIV-1 provenienti da 154 paesi, raccolte tra il 1990 e il 2024.Utilizzando come fattori di ponderazione le stime dell'UNAIDS sul numero di persone che vivono con l'HIV, i ricercatori hanno generato mappe globali e regionali che descrivono la distribuzione temporale e geografica dei sottotipi di HIV-1, delle forme ricombinanti circolanti (CRF) e delle forme ricombinanti uniche (URF).

I risultati dimostrano che, sebbene il panorama globale dei sottotipi di HIV-1 sia rimasto relativamente stabile negli ultimi due decenni, si stanno verificando sostanziali cambiamenti a livello regionale, in particolare a causa della crescente diversità e dell'espansione delle forme ricombinanti.

Contesto dello studio

Il virus dell'immunodeficienza umana di tipo 1 (HIV-1) presenta un'ampia diversità genetica a causa del suo elevato tasso di mutazione, della capacità di ricombinazione e delle dinamiche di trasmissione a lungo termine.

Questa variabilità genetica ha importanti implicazioni per:

  • · sorveglianza molecolare,
  • · valutazione delle prestazioni diagnostiche,
  • · monitoraggio della resistenza antiretrovirale,
  • • e strategie per lo sviluppo di vaccini.

Lo studio mirava a caratterizzare i modelli di distribuzione globale e regionale dei sottotipi di HIV-1 e delle forme ricombinanti daDal 1990 al 2024, fornendo un quadro epidemiologico molecolare aggiornato per la prevenzione e il controllo globale dell'HIV.

Progettazione e metodi dello studio

I ricercatori hanno condotto una revisione sistematica dei database PubMed, Embase, Global Health e CINAHL, prendendo in considerazione gli studi pubblicati tra il 1° gennaio 2022 e il 22 gennaio 2025.

Inoltre, i dati sono stati raccolti attraverso la rete Global HIV Molecular Epidemiology Collaboration.

I set di dati idonei includevano:

  • · Informazioni sul sottotipo molecolare dell'HIV-1,
  • · punti di campionamento chiaramente definiti,
  • · date di raccolta,
  • · e un numero sufficiente di campioni.

Il set di dati finale comprendeva:

  • · 1.395.222 registrazioni di genotipizzazione dell'HIV-1 
  • · 154 paesi 
  • · sei periodi epidemiologici:1990–1999, 2000–2004, 2005–2009, 2010–2014, 2015–2019, 2020–2024.

La prevalenza globale e regionale delle forme genetiche dell'HIV-1 è stata stimata utilizzando metodi di ponderazione adattati dall'UNAIDS.

Distribuzione globale dei sottotipi di HIV-1: il sottotipo C rimane dominante.

Durante2020–2024Il sottotipo C è rimasto il lignaggio predominante dell'HIV-1 a livello mondiale, rappresentando:

linea cellulare dell'HIV-1

proporzione globale

Sottotipo C 48,7%
Sottotipo A 11,5%
Sottotipo B 10,3%
URF 5,3%
CRF02_AG 5,1%
CRF01_AE 5,1%
Altri CRF 3,9%
Sottotipo G 3,1%
Sottotipo D 3,0%
CRF07_BC 2,1%

HIV2

Complessivamente, le forme ricombinanti (incluse CRF e URF) rappresentavano circaIl 22,4% delle infezioni globali da HIV-1, evidenziando la crescente complessità della diversità genetica dell'HIV-1.

Il sottotipo C continua a prevalere soprattutto in:

  • · Africa meridionale,
  • · Asia meridionale,
  • · e diversi paesi dell'Africa orientale.

Poiché queste regioni ospitano una quota considerevole del carico globale di HIV, la predominanza del sottotipo C influenza fortemente il modello di distribuzione a livello mondiale.

Differenze regionali: modelli evolutivi distinti nei diversi continenti

Sebbene la struttura globale dell'HIV-1 appaia relativamente stabile, i modelli regionali stanno subendo trasformazioni sostanziali.

Africa meridionale e Asia meridionale: persistente dominanza del sottotipo C

L'Africa meridionale e l'Asia meridionale rimangono fortemente caratterizzate dalla circolazione di sottotipo C.

In queste regioni ad alta incidenza, il sottotipo C rappresenta la stragrande maggioranza dei virus circolanti, risultando il principale responsabile della prevalenza globale del sottotipo C.

Tuttavia, lo studio evidenzia anche che la copertura del campionamento molecolare in alcune regioni ad alta incidenza rimane limitata, suggerendo la necessità di ulteriori sforzi di sorveglianza per cogliere meglio la diversità virale locale.

Nord America e America Latina: perdura la dominanza del sottotipo B

Il sottotipo B rimane il principale lignaggio circolante in:

  • · Nord America,
  • · America Latina.

Queste regioni mostrano modelli epidemiologici molecolari relativamente stabili rispetto alle regioni che subiscono transizioni di sottotipo più rapide.

Europa occidentale e centrale: crescente diversità genetica

L'Europa occidentale e centrale stanno vivendo una graduale transizione da un'epidemia prevalentemente causata dal sottotipo B verso un panorama virale più diversificato.

Le principali tendenze includono:

  • · proporzione decrescente del sottotipo B,
  • · contributo crescente delle forme ricombinanti,
  • · presenza crescente di lignaggi non-B.

Questi cambiamenti indicano che la diversità molecolare dell'HIV-1 sta diventando sempre più importante anche nelle regioni storicamente dominate dal sottotipo B.

Asia orientale: rapida espansione delle forme ricombinanti

L'Asia orientale ha mostrato uno dei cambiamenti epidemiologici più significativi.

Lo studio ha rilevato che:

  • · CRF07_BC è aumentato notevolmente nel tempo,
  • · il sottotipo B è diminuito notevolmente.

CRF07_BC è aumentato da circaDal 13,1% nel periodo 2000-2004 al 48,1% nel periodo 2020-2024, dimostrando un cambiamento importante nell'epidemiologia molecolare regionale dell'HIV-1.

Questa trasformazione evidenzia l'importanza della sorveglianza molecolare continua nelle regioni in cui le forme ricombinanti stanno diventando dominanti.

Forme ricombinanti: una componente in crescita della diversità globale dell'HIV-1

La percentuale di forme ricombinanti è aumentata a livello globale negli ultimi decenni:

  • · 2000–2004: circa il 20,8%
  • · 2010–2014: circa il 24,2%
  • · 2020–2024: circa il 22,4%

Sebbene la percentuale globale sia leggermente diminuita nel periodo più recente, le forme ricombinanti continuano ad espandersi in diverse regioni, in particolare:

  • · Asia orientale,
  • • Europa occidentale e centrale.

Lo studio suggerisce che le forme ricombinanti potrebbero essere ancora sottovalutate in alcuni contesti, poiché molti programmi di sorveglianza si basano principalmente su regioni genomiche parziali, che potrebbero non identificare completamente i modelli di ricombinazione complessi.

Il rafforzamento degli approcci di sorveglianza genomica sarà pertanto importante, soprattutto nelle regioni con un'elevata incidenza di trasmissione dell'HIV e una crescente diversità virale.

Aumento dell'HIV-1

Implicazioni per la salute pubblica e la pratica clinica

1. I sistemi diagnostici richiedono una valutazione continua tra i diversi sottotipi.

La crescente diversità genetica dell'HIV-1 sottolinea l'importanza di una valutazione continua delle tecnologie diagnostiche in contesti virali diversi.

Sebbene le attuali piattaforme per la diagnosi dell'HIV e per il test della carica virale abbiano dimostrato un'ampia applicabilità, la validazione continua rispetto ai sottotipi emergenti e alle forme ricombinanti rimane essenziale.

La sorveglianza futura dovrebbe integrare:

  • · epidemiologia molecolare,
  • · monitoraggio delle prestazioni diagnostiche,
  • • e analisi dell'evoluzione virale.

2. La sorveglianza della resistenza ai farmaci necessita di una copertura genetica più ampia.

L'espansione di diversi lignaggi di HIV-1 può influenzare la comparsa, l'individuazione e l'interpretazione delle mutazioni associate alla resistenza.

Alcuni studi hanno suggerito che specifici lignaggi di HIV-1, incluse le varianti correlate ad A6/A1, potrebbero essere associati a un aumento del rischio di fallimento virologico in determinate condizioni di trattamento con cabotegravir/rilpivirina a lunga durata d'azione.

Tuttavia, i risultati della resistenza sono influenzati da molteplici fattori, tra cui:

  • · mutazioni di resistenza di base,
  • · benessere del trattamento,
  • · aderenza,
  • • e background genetico virale.

Pertanto, la sorveglianza della resistenza basata sui sottotipi rimane sempre più importante.

3. Lo sviluppo dei vaccini deve tenere conto della diversità virale regionale

L'ampia diversità genetica dell'HIV-1 rimane una delle principali sfide per lo sviluppo di un vaccino.

La distribuzione in continua evoluzione dei sottotipi e delle forme ricombinanti evidenzia la necessità di strategie vaccinali che tengano conto di:

  • · ceppi regionali circolanti,
  • · tendenze evolutive virali,
  • • e una copertura immunitaria più ampia.

Un approccio uniforme a livello globale potrebbe non essere sufficiente ad affrontare la diversità dei ceppi di HIV-1 che circolano nel mondo.

Conclusione

Questa fondamentale analisi globale dell'epidemiologia molecolare dell'HIV-1 dimostra che il panorama virale mondiale è caratterizzato sia da continuità che da cambiamenti.

Sebbene il sottotipo C continui a rappresentare quasi la metà delle infezioni globali da HIV-1, i modelli molecolari regionali si stanno evolvendo rapidamente, con le forme ricombinanti che influenzano sempre più le epidemie in aree come l'Asia orientale e l'Europa.

I risultati rafforzano l'importanza di una sorveglianza molecolare continua, della validazione diagnostica tra sottotipi diversi e di approcci genomici integrati a supporto di un'efficace prevenzione dell'HIV, del monitoraggio del trattamento e dello sviluppo di futuri vaccini.

Riferimento

1. Epidemiologia molecolare globale e regionale dell'HIV-1 nel periodo 1990-2024: revisione sistematica, indagine globale e analisi della prevalenza.. La rivista Lancet sulle malattie infettive, 2026.


Data di pubblicazione: 24 luglio 2026